Handicap: il cinema lo ha raccontato così.
L’impenetrabile universo del handicap e dell’autismo ha spesso ispirato il cinema, uno sguardo oltre i turbamenti e il pregiudizio della malattia,per rappresentare una realtà umana oscura.
Nel ’62 Arthur Penn realizzava un adattamento cinematografico
del dramma teatrale di Gibson “ The miracle worker”,noto nella traduzione italiana come “ Anna dei Miracoli” con Anne Bancroft nel ruolo dell’appassionata educatrice che insegna la comunicazione con il mondo esterno alla selvatica Helen, ragazzina cieca e sordomuta. Un film che oggi è un commuovente classico e all’epoca fece vincere un Oscar alla Bancroft. >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
>>>>>>>>>> Di un bambino speciale si occupò anche Fracois Truffaut in “ Il ragazzo selvaggio” (’69), tratto dalla vera, sconvolgente vicenda del dodicenne ritrovato nella foresta dell’Aveyron,dove aveva vissuto in uno stato di pura animalità insieme alle bestie. Truffaut realizzò un’opera tra cinema e documentario sociale,ricostruendo il difficile inserimento sociale del ragazzo e il rapporto affettivo con un medico che si oppone al suo internamento.
Altra storia da Oscar,quello vinto dall’indimenticabile Dustin Hoffman,
è quella di “ Rain Man “ (’88), la celebre pellicola di Barry Levinson dove l’autistico Raymond, genio della mtematica,riesce a guarire il cinismo del fratello Charley, interpretato da Tom Cruise. Da annuario cinematografico la scena dei due fratelli al casinò, con Raymond che sbaraglia il tavolo verde, e il bacio pieno di timido desiderio tra Hoffman e Valeria Golino. >>>>>>
>>>>>>>>>>>>>>> Una sordomuta nella finzione scenica e nella vita, l’attrice Maree Matlin, è protagonista di “ Figli di un Dio Minore” (’86), con William Hurt, professore che si innamora di una diffidente audiolesa,che dopo dolorose esperienze di promiscuità non crede più all’amore. Bellissimi la rappresentazione muta della musica di Bach e il dialogo finale tra i due, in simultanea a voce e nel linguaggio dei segni: < esiste un luogo,oltre il silenzio,oltre le parole,dove io e te saremo uniti?>. Oscar a Maree Matlin e un piccolo prodigio: un anno dopo l’attrice, recitando, inizia a parlare.
>>>>>> Disadattato,tenero e folle al cinema è stato anche un giovanissimo Leonardo Di Caprio, in “ Buon compleanno Mr. Grape “ (’93), del regista svedese Lasse Hallstrom.
Per la produzione italiana citiamo il raffinato e stilisticamente perfetto “ Prima la musica,poi le parole” (’99), di Fulvio Wetlz con Anna Bonaiuto, racconta un caso straordinario. Un bambino allevato in assoluto isolamento,che comunica con un linguaggio inventato dal padre. Alla morte del genitore, il ragazzo si ritrova solo e incapace di interagire con il mondo, e toccherà ad una caparbia psicologa codificare la lingua del ragazzo. >>>>>>>
>>>>> In “ Le chiavi di casa “ (2004), invece Gianni Amelio porta sullo schermo il romanzo autobiografico di Portiggia “ Nati due volte” storia di un padre che oscilla tra l’amore e la rabbia per il destino del figlio artistico. Nel film, accanto a kim Rossi Stuart, c’è Andrea Rossi,disabile anche nella vita.
Tra le pellicole italiane, una citazione meritano anche “ Il grande cocomero”
(’93)di Francesca Archibugi, con Sergio Castelletto e Alessia Fugardi, che affronta il delicato argomento dell’epilessia; è un piccolo caso, “ Rosso come il cielo” di Cristiano Bortone, in uscita nelle sale nel 2007 dopo quattro anni di stasi in assenza di un distributore. Presentato alla Festa del cinema di roma, il film si ispira alla storia vera di Mirco Mencacci, non vedente toscano e oggi montatore del suono. Diventato cieco in seguito ad un incidente, Mirco è rifiutato dalle scuole pubbliche e costretto alla degenza in un istituto per non vedenti. Qui, dalla scoperta di una vecchia bobina, nasce l’ambizione a lavorare nel cinema, ostacolata dagli educatori del collegio. Tra poesia e mobilitazioni sociali, la magia di un mondo senza colori illuminato dai suoni.

>>>> Ultime incursioni del cinema nei misteri dell’autismo sono “ Snow Cake” (2004) di Marc Evans, dove la disadattata è una donna adulta,Weaver, affetta da un igienismo maniaco; e “ Stange son “ interpretato e prodotto da Julia Roberts,storia di due madri di ragazzi artistici.